Con le nostre carte in mano per orientarci e non perdere...la strada!
Alcune immagini della nostra giornata da PELLEGRINI.
La borsa del viaggiatore.
Nel silenzio del prato in fila indiana
Sul crinale controlliamo tutto il paesaggio.
Insieme la strada sembra meno difficoltosa.
La quarta A sulla Piccola Cassia.
Abbiamo scelto insieme a Francesca, l'esperta del Parco dell'Abbazia di Monteveglio, questo percorso storico-ambientale perché si collega molto bene al tema di questo anno scolastico: il viaggio, l'andare, l'incontro.
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Ripercorrere la stessa strada che nel Medioevo gli antichi viandanti utilizzavano per andare al di là dell'Appennino ci fa conoscere meglio il nostro territorio e la nostra strada.
Prima di tornare ancora una volta sulla "strada" con Francesca iniziamo ad approfondire in classe gli spunti che la nostra camminata ha prodotto!
Si è concluso il ricco lavoro di realizzazione del plastico che le classi quarte hanno realizzato insieme per la giornata dedicata dal nostro Istituto alla Sicurezza!
Ogni classe ha infatti osservato e riprodotto alcune zone del nostro comune:la nuova scuola con il grande parcheggio e Via Dossetti, via Stiore e via Dei Ponti, Piazza della Libertà e la strada Provinciale fino all'incrocio con via Abbazia.
Giovedì 7 aprile abbiamo unito i vari "pezzi" del nostro plastico e alla presenza di altre classi della scuola abbiamo osservato e valutato il nostro lavoro!
Abbiamo anche scritto insieme una lettera al Sindaco di Monteveglio per comunicargli le nostre osservazioni e le nostre proposte in merito alla sicurezza di noi piccoli pedoni e ciclisti.
La città sorge vicino al fiume. Si vede tutta la città dall’alto
e si nota la vasca di Moehnjo Daro.
Le case sono disposte a scacchiera. Le case sono fatte di
mattoni cotti. Le strade sono molto larghe per far passare i carri che
trasportavano sia persone che merci.
Le case avevano molte stanze e alcune avevano un pozzo nel
cortile centrale.
Le case sono collegate tra loro da stradine.
I sigilli erano stampi che venivano usati per segnalare la
proprietà, erano una specie di firma.
Ci sono canali che trasportavano le acque pulite e quelle sporche attraverso la città.
-Questo bambino del video somiglia al nostro compagno, anche se oltre ai suoni gli danno fastidio anche le luci.
-Questo video parla di un bambino autistico che sente i rumori più forte di noi. gli autistici sentono di più.
-Per me percepiscono di più.
-All'inizio del video mi ha incuriosito che il ragazzo si è spaventato anche per la velocità dello skateboard: quindi ha usato anche la vista e il tatto oltre all'udito.
-Forse gli autistici sentono più forte:per me il rumore di una penna non è fastidioso.
-Per me sentono il doppio più forte di noi.
-Per loro il rumore è sempre fastidioso.
-Forse le orecchie dei bambini autistici si devono abituare.
-Forse creano una "bolla" per proteggersi.
-L'udito e la vista degli autistici sono più sviluppati, anche se io so che ci sono tanti tipi di autistici, alcuni meno e altri più gravi.
-Faccio un esempio: se noi fossimo delle "casse musicali" i non autistici avrebbero il volume a 10 e gli autistici a 30.
-Ora il nostro compagno è molto cambiato, ora è molto più autonomo.
-Il bambino del video, secondo me, ci spiega che i sensi e il cervello sono collegati. Il nostro cervello è come una "cipolla a strati": gli strati del cervello dei bambini autistici non gli permettono di esprimersi, mentre i loro sensi sono più aperti.
Ora osserviamo con attenzione questa immagine "ambigua". Tutti inizialmente vedono solo l'anatra, poi ad un tratto qualcuno inizia a scorgere anche il coniglio e ci chiediamo perché non le riusciamo a vedere contemporaneamente.
-Non ci si riesce a concentrare su due immagini contemporaneamente.
-E' fastidioso non riuscirci.
-Tutto dipende dalla concentrazione.
-O pensi a un'immagine o all'altra e allora le vedi.
-Allora dipende dal cervello!
Ecco un'altra immagine! Cosa vedete?
-Vedo che il cielo è nuvoloso, vedo un bosco e i rami degli alberi che formano una faccia. la faccia si vede ma non c'è.
-Sono le forme dei rami che ci fanno pensare a un viso.
-E' il cervello che aggiunge le informazioni che mancano.
La sensazione è quando le informazioni dall'esterno entrano attraverso i sensi.
La percezione è quella che arriva al cervello che deve interpretare le informazioni.
La percezione è riconoscimento.
Con le osservazioni e la conversazione di oggi abbiamo scoperto che i bambini autistici possono vedere e sentire come tutti gli altri, non hanno infatti dei super poteri, le loro SENSAZIONI sono normali!